Cosa c’è dietro gli altri 364 giorni.
Nel 2026, sette delle nostre destinazioni hanno ricevuto la Bandiera Blu: Gallipoli, Polignano a Mare, Monopoli, Castellaneta Marina, Carovigno, Pisticci, Policoro. Ma se ci fermiamo a chiederci perché la risposta non è in quei giorni. È negli altri 364.
Programmi come My Friend Planet, che abbiamo adottato nelle nostre strutture, lavorano sul sensibilizzare gli ospiti giorno per giorno, tentare di eliminare la plastica monouso, promuovere la filiera corta, ridurre gli sprechi alimentari, usare prodotti biologici e packaging biodegradabili.
Non si tratta solo di intenzioni, ma di numeri concreti. Solo nel 2025, grazie all’implementazione di My Friend Planet, abbiamo raggiunto traguardi misurabili: 10 tonnellate di plastica in meno disperse nell’ambiente, 220 MWh di energia prodotti in totale autonomia, 150 tonnellate di CO2 in meno immesse nell’aria.
Non sono solo buone pratiche interne, ma un impegno condiviso con chi arriva a soggiornare. Perché crediamo che proteggere l’ambiente sia una responsabilità collettiva non un privilegio riservato a chi può permettersi di scegliere. Quando un ospite rinuncia alla bottiglietta di plastica in camera e sceglie la borraccia che mettiamo a disposizione, non sta solo riducendo un rifiuto, sta contribuendo a un sistema. E ogni piccolo gesto, moltiplicato per migliaia di presenze l’anno, diventa qualcosa di tangibile.
La Bandiera Blu valuta oltre 30 criteri: qualità dell’acqua, gestione dei rifiuti, servizi per la balneazione, sicurezza, educazione ambientale. Nessuno di questi si ottiene solo con una campagna di comunicazione o con un logo ben posizionato in homepage. Ci si arriva attraverso scelte strutturali: fornitori selezionati, processi rivisti, personale formato, comunità coinvolte. Ci si arriva perché nel tempo si costruisce un ecosistema in cui operatori, istituzioni e turisti si muovono nella stessa direzione. È un processo lento. E costoso. E spesso invisibile.
Adottare un programma di sostenibilità certificato non è una decisione a costo zero. Significa investire in materiali alternativi spesso più cari, formare il personale su nuove procedure, rinunciare a soluzioni più economiche ma meno responsabili e misurare continuamente i propri impatti. In un mercato che ancora premia il prezzo basso più della qualità ambientale, chi sceglie di fare le cose per bene si assume un rischio.
Ma questo traguardo ci fa capire che, insieme alla nostra, ci sono molte più storie virtuose da raccontare di quante ne leggiamo. Strutture che scelgono la filiera corta non per marketing, ma per convinzione. Comuni che investono nella qualità delle acque non perché obbligati, ma perché capiscono che è il loro patrimonio. Ospiti che tornano ogni anno proprio perché trovano un mare pulito e un territorio rispettato.
La Bandiera Blu che sventola in sette delle nostre destinazioni è una conferma che la strada scelta è quella giusta e che vale la pena continuare a percorrerla, tutti insieme.